
La chiamavano Malvagia.
È quel tipo di vino che nasceva per caso quando i nonni non riuscivano a fermare gli zuccheri. Oggi è Malvasia Bianca Lunga in purezza, lavorata con Metodo Ancestrale, rifermentata in bottiglia con controllo e pazienza, non filtrata, con lieviti in sospensione, profumo di mosto e una bollicina sottile che resta rustica, ma finalmente sa esattamente cosa sta facendo.

Malvagia è il nome con cui i nostri nonni identificavano, in toscano, la Malvasia Bianca Lunga.
Quando i nostri nonni non potevano controllare gli zuccheri, nasceva per caso questo vino frizzante, oggi prodotto in purezza: applichiamo il Metodo Ancestrale. Abbandonando l’improvvisazione del passato, abbiamo affinato la tecnica per controllare la rifermentazione in bottiglia. Questo ci permette di ottenere un vino pulito, stabile e privo di difetti, pur conservando il carattere rustico del metodo.
Il risultato è un vino giovane e non filtrato. La presenza dei lieviti in sospensione influenza positivamente il corpo e la complessità. Il profilo aromatico è dominato da intensi sentori di mosto, mentre la bollicina è delicata e non invasiva, perfettamente integrata nella struttura. Un prodotto che unisce la semplicità di una volta con la precisione tecnica richiesta oggi.