PIEVE VECCHIA SECONDA

LA NOSTRA STORIA

Pieve Vecchia Seconda

La storia dell'azienda Pieve Vecchia 2° è un racconto di profondo legame con la terra toscana, intriso di tradizione, guidata dalla famiglia Tamburini, meglio conosciuta localmente con il soprannome dei "Cioli".

DA VECCHIA... A VECCHIA 2


L'origine dell'azienda si colloca nel 1931, quando la famiglia Tamburini iniziò la coltivazione dei campi della Pieve Vecchia. Per quasi quattro decenni, i Tamburini si sono dedicati alla coltivazione del podere, stabilendo un rapporto profondo e duraturo con il territorio. L'aspirazione all'indipendenza, si concretizzò nel 1970, anno in cui la famiglia riuscì ad acquistare il fondo. Per celebrare questo traguardo il nome Pieve Vecchia fu convertito in Pieve Vecchia 2°.

Da quel momento, le attività si sono concentrate sull'agricoltura locale: la produzione di vino, olio e cereali. I vitigni storici erano già presenti: il Sangiovese era il riferimento per i rossi, mentre i bianchi si basavano sul Trebbiano e sulla Malvasia Bianca Lunga.

Un momento decisivo per l'identità vinicola si verifica nel 1975, con l'impianto del vigneto di Malvasia Bianca Lunga, un vitigno che l'azienda ha sempre coltivato e che con l'ampliamento del 1998, oggi è divenuto fondamentale per la produzione del vino bianco in purezza.

Certificazione Biologica

UN CAMBIAMENTO IMPORTANTE


Un cambiamento importante avviene nel 2012, spinto da una necessità di tutela ambientale e del suolo.

L'azienda Pieve Vecchia 2° sceglie di abbandonare le pratiche convenzionali per abbracciare l'Agricoltura Biologica. Sebbene l'uso di preparati biodinamici e calendari lunari sia stato esplorato e poi accantonato, la filosofia di rispetto del suolo è rimasta salda: l'azienda non utilizza alcun concime chimico ma la fertilità è gestita attraverso la pratica del sovescio, che vede protagonista il Favino.

Questa leguminosa, scelta per il suo elevato apporto di fertilità e sostanza organica, viene seminata in file alternate ogni anno. L'azienda è completamente autosufficiente per questa pratica, coltivando il Favino sui 5 ettari di seminativo dedicati.

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NUOVI ORIZZONTI


Negli anni più recenti, l'evoluzione non si è fermata con l'impianto di Vermentino e Malvasia di Candia nel 2018, costituendo le varietà destinate alla creazione del vino I'Bianco.
L'ultimo biennio ha segnato un ulteriore slancio innovativo. L'azienda ha avviato una digitalizzazione della propria immagine con la creazione di un sito web, l'apertura all'e-commerce e l'attivazione della pagina Instagram.

L'obiettivo è impiantare nuove varietà sempre legate al territorio, rifiutando la deriva di un prodotto troppo commerciale e rendendo onore, in ogni fase, alla storia, alle radici e alla tradizione della famiglia.

L’azienda si estende su 12 ettari, suddivisi tra i 4 a vigneto (con una netta prevalenza di rossi come il Sangiovese), 1 ad oliveto e 5 a seminativo destinati al ciclo virtuoso del sovescio, testimoniando un impegno costante per la qualità e il rispetto dell'ambiente.